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Gola di Olduvai — Tanzania

Wikimedia Commons (CC BY-SA)

Record mondiale

Sito conosciuto più antico: nel mondo

ComplessoUNESCO

Olduvai Gorge

Seyfi Cem Baskin

Oldupai1900000 a.C. – 10000 a.C.

La Gola di Olduvai, in Tanzania, espone una documentazione di 1,9 milioni di anni dell'evoluzione umana, conservando i primi strumenti in pietra e fossili di ominidi chiave come Paranthropus boisei e Homo habilis.

322
Interesse 68

Posizione

Arusha Region · Great Rift Valley · Tanzania

2.99°S · 35.35°E · Africa

Periodo di occupazione

~1,9 milioni a.C. – 10.000 a.C.

Civiltà

Artigiani olduvaiani e acheuleani (umani pre-moderni)

Scoperta

1911 da Wilhelm Kattwinkel; scavato sistematicamente da Louis e Mary Leakey dal 1931

Stato

Sito Patrimonio Mondiale dell'UNESCO (iscritto nel 1979)

Fossili chiave

Paranthropus boisei (1959), Homo habilis (1960), Homo erectus

Graphite pencil sketch banner of Olduvai Gorge
Graphite pencil sketch banner of Olduvai Gorge

La Gola di Olduvai è il sito più iconico che documenta le prime fasi dell'evoluzione umana in Africa.”

Posizione

Panoramica

Storia della scoperta e degli scavi

La Gola di Olduvai fu portata per la prima volta all'attenzione scientifica nel 1911 dall'entomologo tedesco Wilhelm Kattwinkel, che si imbatté in ossa fossili mentre inseguiva farfalle. Tuttavia, fu solo nel 1931 che Louis Leakey, convinto dell'importanza dell'Africa per le origini umane, iniziò scavi sistematici. Affiancato da Mary Leakey nel 1935, il lavoro decennale della coppia gettò le basi per la paleoantropologia dell'Africa orientale. La loro scoperta più celebre avvenne nel 1959, quando Mary rinvenne il cranio di Paranthropus boisei (allora Zinjanthropus), datato a 1,75 milioni di anni fa. A questa seguì, nel 1960, la scoperta di Homo habilis, una specie con un cervello più grande e capacità di fabbricare strumenti, che Leakey sostenne essere il membro più antico del nostro genere.

Stratigrafia e datazione

La gola taglia una sequenza di letti vulcanici e sedimentari che coprono il Pleistocene inferiore e medio. Le principali unità fossilifere sono i Letti I–IV, con il Letto I datato a circa 2,0–1,75 milioni di anni fa, il Letto II a 1,75–1,5 milioni di anni fa, il Letto III tra 1,5 e 0,6 milioni di anni fa e il sovrastante Letto IV che continua nel Pleistocene medio. I Letti Masek e Ndutu più in alto documentano l'Acheuleano più tardo e la Middle Stone Age. La datazione radiometrica dei tufi intercalati—in particolare il Basalt Tuff (1,88 Ma) e la Naabi Ignimbrite (2,012 Ma)—insieme all'analisi paleomagnetica, fornisce un solido quadro cronostratigrafico. Questa datazione precisa rende Olduvai la sequenza di riferimento primaria per l'archeologia del Plio-Pleistocene in Africa.

Stratigrafia generalizzata della Gola di Olduvai - 245-1227-1-PB-C
Stratigrafia generalizzata della Gola di Olduvai - 245-1227-1-PB-C | McHenry, L, Njau, J, Pante, M e de la Torre, I 2012 (CC BY 3.0)
"Il 17 luglio 1959 Mary scoprì un frammento di mandibola di ominide nel Letto I della Gola di Olduvai — il cranio che chiamammo Zinjanthropus. Con la sua scoperta, la preistoria dell'Africa, e in verità di tutta l'umanità, divenne in un colpo solo molto più antica."
— Louis Leakey, annunciando la scoperta di Zinjanthropus boisei a Olduvai, in Olduvai Gorge: A Report on the Evolution of the Hand-Axe Culture (1965)

Fossili di ominidi e resti culturali

Olduvai ha restituito molteplici taxa di ominidi, tra cui Paranthropus boisei (un australopiteco robusto), Homo habilis, Homo erectus (o Homo sapiens arcaico) e l'enigmatico Homo rudolfensis. Il sito è altrettanto famoso per le sue industrie litiche: l'Olduvaiano—la più antica tecnologia litica al mondo—caratterizzato da semplici chopper su ciottolo e schegge, compare nel Letto I intorno a 1,9 milioni di anni fa. La transizione verso i più sofisticati bifacciali acheuleani si osserva nel Letto II e successivi, dimostrando un avanzamento cognitivo e tecnologico. Le ossa con segni di macellazione associate, i resti vegetali e i piani di abitato (ad esempio il sito Zinj e il sito DK con un possibile cerchio di pietre) offrono rare informazioni sul comportamento degli ominidi, tra cui il consumo di carne, lo sciacallaggio e forse una precoce organizzazione sociale.

Sezione della Gola di Olduvai con la posizione dei principali letti sedimentari - 245-1227-1-PB-D
Sezione della Gola di Olduvai con la posizione dei principali letti sedimentari - 245-1227-1-PB-D | McHenry, L, Njau, J, Pante, M e de la Torre, I 2012 (CC BY 3.0)

Significato nell'evoluzione umana

La Gola di Olduvai è una pietra miliare della paleoantropologia. I reperti qui rinvenuti hanno spostato il fulcro delle origini umane dall'Asia all'Africa e hanno stabilito che la fabbricazione di strumenti e cervelli più grandi emersero molto prima di quanto si pensasse in precedenza. La sequenza racchiude la transizione dagli australopiteci dal cervello piccolo al primo Homo, e dai semplici chopper olduvaiani alla tradizione dei bifacciali acheuleani. Rimane un riferimento chiave per comprendere i contesti ambientali di questi cambiamenti, poiché i sedimenti intercalati di lago e savana documentano climi fluttuanti. Inoltre, gli scavi meticolosi di Mary Leakey stabilirono nuovi standard per la metodologia archeologica.

Ricerca attuale e conservazione

Oggi la Gola di Olduvai è un sito Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. La ricerca continua nell'ambito dell'Olduvai Gorge Archaeological Project (OGAP) e di altri team internazionali, concentrandosi sulla datazione ad alta risoluzione, sulla paleoecologia e sull'evoluzione cognitiva dei primi ominidi. Nuove scoperte fossili, come un bacino di ominide di 1,8 milioni di anni (OH 62) e una mano parziale di Homo erectus di 1,34 milioni di anni (OH 86), continuano a perfezionare la nostra comprensione. Gli sforzi di conservazione contrastano l'erosione e la raccolta illegale di fossili, mentre il museo del sito educa il pubblico su questo capitolo critico della preistoria umana.

Perché è importante

La Gola di Olduvai è il sito più iconico che documenta le prime fasi dell'evoluzione umana in Africa. La sua lunga documentazione stratigrafica, le industrie litiche datate con sicurezza e l'abbondanza di fossili di ominidi hanno stabilito la Rift Valley dell'Africa orientale come culla dell'umanità e hanno fornito una sequenza fondamentale per comprendere il cambiamento tecnologico e biologico nell'arco di quasi due milioni di anni.

Evidenze e interpretazione

Distinguere ciò che è ben consolidato da ciò che rimane dibattuto.

Fatti ben consolidati

3
  • La Gola di Olduvai contiene i più antichi strumenti litici olduvaiani documentati, datati a circa 1,9 milioni di anni fa.
  • Paranthropus boisei e Homo habilis coesistettero a Olduvai circa 1,75 milioni di anni fa, come dimostrato dai fossili dei Letti I e II.
  • La transizione dalla tecnologia olduvaiana a quella acheuleana è registrata nel Letto II, con la comparsa dei bifacciali intorno a 1,5 milioni di anni fa.

Deduzioni accademiche

2
  • Homo habilis fu probabilmente il principale artefice degli strumenti olduvaiani, in base alle sue dimensioni cerebrali maggiori e all'associazione con i livelli contenenti strumenti.
  • La concentrazione di strumenti e ossa in siti come FLK Zinj suggerisce attività di foraggiamento in un luogo centrale e di lavorazione della carne.

Interpretazioni dibattute

2
  • La validità tassonomica e la collocazione filogenetica di Homo habilis rimangono dibattute, con alcuni ricercatori che sostengono che dovrebbe essere suddiviso o riassegnato.
  • Se anche Paranthropus boisei abbia fabbricato o usato strumenti in pietra è irrisolto, poiché sia esso sia il primo Homo si trovano in contesti con strumenti.

Scoperta e scavo

1911–1911

Scoperta iniziale di Wilhelm Kattwinkel

Diretto da Wilhelm Kattwinkel

L'entomologo tedesco Wilhelm Kattwinkel raccolse resti fossili, tra cui il primo dente di ominide, durante una spedizione di raccolta di farfalle, portando il sito all'attenzione scientifica.

1931–1959

Scavi fondativi di Louis e Mary Leakey

Diretto da Louis and Mary Leakey

Louis Leakey iniziò scavi sistematici nel 1931, affiancato da Mary Leakey nel 1935. Il loro lavoro culminò nella scoperta nel 1959 di Paranthropus boisei, stabilendo Olduvai come sito chiave per le origini umane.

1960–1986

Scavi dettagliati e classificazione degli strumenti di Mary Leakey

Diretto da Mary Leakey

Dopo la scoperta di Homo habilis nel 1960, Mary Leakey diresse estesi scavi, documentando meticolosamente gli assemblaggi olduvaiani e acheuleani e stabilendo una tipologia rigorosa che rimane influente.

1989

Olduvai Gorge Archaeological Project (OGAP) e ricerca moderna

Diretto da Various international teams

Team multidisciplinari guidati da ricercatori come Richard Hay, Tim White e successivamente Jackson Njau e altri hanno condotto datazioni ad alta risoluzione, studi tafonomici e riescavi con metodi moderni, continuando fino ad oggi.

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Come citare questa pagina

Atlas Anatolia. (1900000). Olduvai Gorge. Atlas Anatolia. https://atlasanatolia.com/it/site/olduvai-gorge

Contenuto con licenza CC BY-SA 4.0 — è richiesta l'attribuzione in caso di riutilizzo.

Fonti

  • Leakey, M. D. (1971), Olduvai Gorge: Excavations in Beds I and II, 1960–1963Mary D. Leakey (1971)
  • Leakey, L. S. B. (1965), Olduvai Gorge 1951–61: Fauna and BackgroundLouis S. B. Leakey (1965)
  • Hay, R. L. (1976), Geology of the Olduvai GorgeRichard L. Hay (1976)
  • Blumenschine, R. J. & Masao, F. T. (1991), 'Living sites at Olduvai Gorge? Landscape perspectives on the last two million years', Journal of Human EvolutionR. J. Blumenschine and F. T. Masao (1991)
  • De la Torre, I. (2011), 'The origins of stone tool technology in Africa: a historical perspective', Philosophical Transactions of the Royal Society BIgnacio de la Torre (2011)
  • UNESCO World Heritage Centre – Ngorongoro Conservation Area (includes Olduvai Gorge)Collegamento

Domande frequenti

Dove si trova Olduvai Gorge?

Olduvai Gorge si trova in Arusha Region, Great Rift Valley, Tanzania.

A quando risale Olduvai Gorge?

Olduvai Gorge risale all'incirca al 1900000 a.C. – 10000 a.C..

Perché Olduvai Gorge è importante?

La Gola di Olduvai è il sito più iconico che documenta le prime fasi dell'evoluzione umana in Africa.

Olduvai Gorge è un sito Patrimonio Mondiale dell'UNESCO?

Sì — Olduvai Gorge è iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.