Panoramica
Vergina occupa il sito dell'antica Aigai, nella Macedonia greca vicino alla moderna città di Veria. Fondata dalla dinastia argeade come prima capitale del regno di Macedonia, probabilmente nel VII secolo a.C., Aigai mantenne un profondo significato religioso e cerimoniale anche dopo che la corte reale macedone trasferì la sua principale sede politica a Pella nel V–IV secolo a.C. — i re macedoni continuarono a essere incoronati e sepolti ad Aigai per generazioni successive, rendendo il sito il centro dinastico e spirituale del regno anche quando non era più la sede del governo.
La localizzazione dell'antica Aigai rimase incerta per secoli, associata al moderno villaggio di Vergina solo grazie al costante lavoro sul campo dell'archeologo francese Léon Heuzey negli anni '50 dell'Ottocento e, in modo decisivo, dell'archeologo greco Manolis Andronikos a partire dagli anni '30 del Novecento e proseguito per quattro decenni. La perseveranza di Andronikos culminò nel novembre 1977, quando la sua squadra, scavando sotto il Grande Tumulo — un grande tumulo di terra a lungo ritenuto coprire solo tombe minori o già saccheggiate — portò alla luce un gruppo di tombe reali intatte rimaste sigillate e indisturbate dall'antichità, una sopravvivenza eccezionalmente rara dato che praticamente ogni altra tomba reale macedone conosciuta era stata saccheggiata, in molti casi già nell'antichità stessa.
La Tomba II, la più celebre del gruppo, conteneva i resti cremati di un maschio adulto insieme a spettacolari corredi funerari: vasi in oro e argento, armi e armature tra cui una corazza di ferro e uno scudo cerimoniale dorato, e — cosa più famosa — una larnax d'oro massiccio (un piccolo cofano usato per contenere le ossa cremate) decorata con l'emblema del sole o stella di Macedonia a sedici punte, un simbolo strettamente associato alla dinastia reale argeade. Andronikos identificò l'occupante come Filippo II di Macedonia, assassinato nel 336 a.C. ad Aigai durante i festeggiamenti per il matrimonio della figlia, basandosi sulla data della tomba, sul suo sontuoso contenuto di livello reale e sulle prove scheletriche di una ferita all'occhio guarita coerente con i resoconti storici di una ferita subita da Filippo in battaglia.
Questa identificazione, sebbene ampiamente accettata e di enorme influenza nella comprensione popolare e accademica dell'importanza di Vergina, non è rimasta incontestata. Alcuni ricercatori, riesaminando i resti scheletrici e la specifica combinazione di corredi funerari, hanno proposto che la tomba appartenga invece a Filippo III Arrideo, il fratellastro intellettualmente disabile di Alessandro Magno che tenne brevemente e in modo turbolento il trono macedone dopo la morte di Alessandro nel 323 a.C. prima di essere assassinato nel 317 a.C. — un dibattito che continua a generare attiva ricerca accademica e rianalisi delle prove scheletriche e materiali decenni dopo la scoperta originale.
Indipendentemente dalla disputa sull'identità specifica della Tomba II, la più ampia necropoli reale di Vergina — che comprende molteplici tombe, un grande complesso palaziale e un teatro tradizionalmente identificato come il luogo dell'assassinio di Filippo II — offre una finestra senza pari e in gran parte intatta sulla cultura reale macedone proprio nel momento storico in cui la Macedonia, sotto Filippo II e poi Alessandro, si trasformò da regno greco regionale nella base di un impero esteso fino all'India. Vergina è stata iscritta come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1996.

