Panoramica
Iasus occupa una stretta penisola che si protende nel Golfo di Güllük (antico Golfo di Iasus) sulla costa caria della Turchia sud-occidentale. La geografia del sito — un promontorio difendibile con porti riparati su entrambi i lati — ne fece una posizione ideale per l'insediamento, e le evidenze archeologiche documentano un'occupazione dal Bronzo Medio (intorno al 1500 a.C.) fino al periodo bizantino.
Nell'antichità, Iasus era famosa per due cose: il pesce e il marmo rosso. Scrittori antichi, tra cui Ateneo, dedicarono pagine all'ossessione della città per la pesca, registrando un aneddoto secondo cui, quando un musicista si esibiva nel teatro, il pubblico lo abbandonò a metà dell'esecuzione quando qualcuno annunciò una consegna di pesce. Vera o no, la storia cattura l'identità della città come comunità di pescatori dove il mare era la fonte sia del sostentamento sia della cultura. I ritrovamenti archeologici confermano l'importanza della pesca, con impianti per la lavorazione del pesce e infrastrutture portuali subacquee documentate intorno alla penisola.
"Iasus è una piccola città su un'isola, collegata alla terraferma da una stretta strada rialzata. Si dice che sia stata fondata dagli Argivi."
— Strabone, Geografia (c. 7 a.C. - 23 d.C.)
Il marmo rosso (noto come rosso antico o Africano) estratto vicino a Iasus era una delle pietre decorative più pregiate del mondo romano. Questo caratteristico marmo screziato rosso e bianco veniva esportato in tutto il Mediterraneo per essere utilizzato in edifici imperiali, templi e ville di lusso. Le cave, situate a pochi chilometri dalla città, operarono dal periodo ellenistico fino al tardo romano e rappresentano una delle più importanti risorse economiche della Caria.
Il centro urbano scavato presenta un'agorà romana ben conservata circondata da stoai, un bouleuterion (sala del consiglio), un mercato del pesce di epoca romana e un teatro scavato nella collina. Le mura di fortificazione circondano la penisola, incorporando torri e porte che documentano le preoccupazioni difensive della città attraverso più periodi. Le missioni archeologiche italiane lavorano al sito dagli anni '60, producendo una documentazione dettagliata dello sviluppo urbano dalle origini nell'Età del Bronzo fino al declino bizantino.

Un notevole dipinto in stile minoico scoperto in un contesto dell'Età del Bronzo a Iasus suggerisce collegamenti tra questa costa e le civiltà egee di Creta e delle Cicladi, indicando reti marittime a lunga distanza che precedettero di secoli il più noto periodo della colonizzazione greca.

